Home » Apprendimento » Motivi per non studiare le lingue: ecco gli 8 più comuni

Molte volte si vorrebbe imparare una lingua, ma ci si scontra con delle paranoie personali, con dei problemi o dei dubbi sull’effettiva utilità di imparare una lingua.

Ebbene, in questo articolo ti parlerò di tutti i motivi più comuni per non studiare le lingue, e perché secondo me sono tutti problemi e dubbi risolvibili.

Motivo 1: Non mi serve a nulla studiare lingue

Il pensiero che le lingue servono solo a categorie come traduttori, interpreti e insegnanti è credenza piuttosto comune.

In realtà le lingue sono richieste anche nel settore del marketing, del giornalismo, in alcuni rami della giurisprudenza e anche in moltissimi dei lavori in cui si è a contatto col pubblico.

Quindi, studiare lingue potrebbe sembrare inutile ma non lo è!

Se vuoi studiare una nuova lingua per hobby, per migliorare il tuo inquadramento all’interno dell’azienda per cui lavori, oppure per trovare un nuovo lavoro, imparare una nuova lingua può solo farti che bene.

Inoltre, apprendere una lingua ti può aiutare a orientarti meglio nei viaggi all’estero, ti permetterà di trovare nuovi amici e conoscere persone nuove.

Se invece vuoi studiare lingue all’università (come ha fatto il sottoscritto!), il discorso è il medesimo: una laurea in lingue ti apre moltissime strade, ma il discorso da fare è molto più articolato e complesso di così. Se sei interessato a saperne di più, ti rimando a che ho scritto.

Motivo 2: Non ho tempo per studiare lingue

Studiare lingue richiede tempo libero, questo è assolutamente vero.

Molte volte quando si torna a casa da una dura giornata di lavoro non si ha voglia nemmeno di alzarsi dal divano.

Lo stesso vale per chi studia a scuola e all’università che deve riordinare pagine e pagine di appunti e studiare per i test.

Sono tutte motivazioni valide, tuttavia molti pensano che “tempo libero” significhi avere tutta la giornata libera.

A dirla tutta, per apprendere una nuova lingua è sufficiente dedicare allo studio dai 30 ai 90 minuti al giorno a seconda della lingua.

Motivo 3: Non sono portato per studiare le lingue

Il “non essere portati per qualcosa” è una delle credenze popolari più vecchie del mondo.

Nessuno è portato a prescindere per fare qualcosa, tantomeno quando si fa riferimento a una cosa così innata come parlare e comunicare.

Ciò che cambia è semplicemente la base di partenza: è chiaro che una persona nata e cresciuta in un ambiente multiculturale potrebbe trovare meno difficoltà a studiare una lingua grazie al fatto che è sempre stata esposta ad altri suoni e culture, ma questo non vuol dire che tu non ce la possa fare.

Chiunque può imparare una nuova lingua con sufficiente impegno e costanza, e se non ce l’hai fatta in passato, prova a dare un’occhiata a questo articolo dove do qualche consiglio su come studiare le lingue.

Motivo 4: Non ho abbastanza soldi per pagare un corso

Per studiare una lingua non è necessario pagare delle lezioni, un corso di lingua completo all’estero, o un tutor privato.

Certamente, se hai dei soldi per fare un piccolo investimento comprando un corso, è tutto di guadagnato in quanto questi servizi sono costruiti per cercare di includere tutto ciò che potrebbe servirti per imparare una lingua.

Senza pagare, invece, potresti avere qualche problema a capire cosa può tornarti utile e cosa no, oppure anche capire la reale qualità di un corso.

Di corsi a basso costo, comunque, ne puoi trovare molti, ma la qualità potrebbe risentirne. A chi non ha molti soldi da spendere, infatti, consiglio in genere Babbel. Sebbene sia un’app a pagamento, offre un ottimo rapporto qualità prezzo con abbonamenti molto flessibili anche a meno di 10€ al mese.

Se invece proprio cerchi un corso gratuito, non posso fare a meno di consigliare Duolingo, l’app gratis per eccellenza.

Motivo 5: Studiare le lingue mi annoia

Da un lato hai ragione. Studiare lingue può essere divertente, ma di certo non è divertente studiare la grammatica, il vocabolario e tutte le altre parti noiose di una lingua.

Tuttavia, ci sono delle soluzioni anche a questo.

Se ti annoia studiare il vocabolario, devi sapere che non è necessario sapere tante parole per poter parlare una lingua. Anzi, è il contrario! Come spiego anche in questo articolo, potresti ottenere buonissimi risultati studiando semplicemente le prime 1000 parole più utilizzate in ordine di frequenza.

Se invece ti annoia la grammatica, esistono metodi di apprendimento linguistico che sfruttano l’assimilazione “naturale” della struttura della lingua di studio. In altre parole, sono metodi che ti fanno imparare una lingua come farebbe un bambino: con tanta pratica, tanto ascolto, e con scarso approccio nozionistico.

Tra i metodi più famosi che sfruttano questo approccio puoi trovare Pimsleur (servizio di cui abbiamo scritto anche una recensione). L’unico problema di questi corsi, è che essendo molto di nicchia e difficili da strutturare per chi li produce, sono tutti a pagamento.

Motivo 6: Ho paura di fare errori con gli altri

Per imparare una lingua è necessario soprattutto fare pratica, e questo è purtroppo (o per fortuna!) un fattore fondamentale da tenere in considerazione.

Però questo significa che prima o poi bisognerà interagire con un madrelingua, e molte persone si sentono in soggezione nel farlo per paura di essere giudicate o derise dalla loro limitata conoscenza della lingua.

Se hai interagito con un madrelingua che ti ha fatto sentire a disagio (o hai paura che possa accadere), l’unica cosa che ti posso consigliare è quella di trovare una community per tandem linguistici che ti possa dare una mano.

In pratica, se stai studiando inglese, prova a trovare una persona anglofona che abbia il desiderio di imparare l’italiano! In questo modo, entrambi potrete praticare le vostre rispettive lingue, e allo stesso tempo mettervi anche nei panni dell’altra persona.

Motivo 7: È una professione che non ha futuro

Questa è una paura fondata, ma ad oggi è infondato dire che le professioni che hanno a che fare con le lingue non avranno un futuro.

Certamente, esistono strumenti di traduzione automatica molto avanzati come DeepL, e alcuni molto più avanzati come ad esempio ChatGPT, la famosa IA sviluppata da OpenAI.

Tuttavia, in pochi sanno che il mondo della traduzione professionale lavora da anni in simbiosi con l’intelligenza artificiale.

I traduttori professionisti fanno uso dei cosiddetti software CAT (Computer-Aided Translation), ovvero di programmi che imparano dal lavoro professionale del traduttore, e consigliano volta per volta qual è la traduzione migliore per una certa parola o frase (anche in base al contesto).

Nessuno può dire cosa accadrà da qui a 50 anni, ma basti pensare che ad oggi esistono già degli strumenti estremamente precisi per la rilevazione delle parole, eppure nei tribunali vengono ancora assunti dei dattilografi per trascrivere le udienze.

La stessa cosa si può dire per i traduttori simultanei, che ancora oggi popolano i congressi più importanti del mondo in modo da fornire traduzioni sempre di qualità e “umanizzate”.

Quindi per ora, si può dire quasi con assoluta certezza che il futuro delle lingue sarà “uomo con IA” e non “uomo contro IA”.

Motivo 8: Non sono abbastanza giovane per imparare una lingua

A meno che non si sia in età estremamente avanzata, diciamo oltre i 70 anni dove il cervello è molto meno elastico, chiunque può imparare una nuova lingua.

Un esempio tra i più famosi è Steve Kaufmann, co-fondatore di LingQ e poliglotta classe 1945. Ad oggi parla 20 lingue, e ha iniziato a imparare russo a 60 anni di età.

Steve Kaufmann è probabilmente uno dei più importanti poliglotti della storia, ma è un uomo esattamente come me, te e tutti gli altri. Lui ha dedicato la vita all’apprendimento delle lingue, quindi è impossibile raggiungere i suoi risultati (a meno che non si imiti il suo stile di vita).

Tuttavia, se lui è riuscito a imparare 20 lingue in oltre 70 anni di vita, tu puoi riuscire benissimo a impararne una o due!