Home » Blog & Curiosità » Quali sono le lingue più difficili da imparare al mondo?

Sebbene sia difficile stilare una classifica delle lingue più difficili da imparare, in alcune di queste ci sono delle caratteristiche che non possono lasciare indifferenti.

In questo articolo ho raggruppato 15 lingue che presentano caratteristiche fuori dal comune, che le rendono estremamente ostiche da imparare.

1. Navajo (diné bizaad)

La lingua navajo è estremamente complessa da studiare in quanto presenta non solo suoni alieni rispetto ad altre lingue, ma soprattutto perché presenta una struttura grammaticale con 7 tempi verbali e 12 aspetti grammaticali che si diramano in altri 10 sotto-aspetti.

Questo ventaglio grammaticale fa sì che i verbi e le parole in navajo possano variare in maniera sostanziale a seconda del ruolo che svolgono all’interno della frase, e a seconda della sfumatura che il parlante vuole dare alla parola stessa.

Tutto questo fa sì che il navajo abbia una complessa rete di suffissi e affissi (ovvero particelle che vengono messe prima o dopo la parola per cambiarle il significato), che lo studente deve memorizzare per esprimersi correttamente.

2. Taa (ǃxóõ)

No, non ho sbattuto inavvertitamente la mano sulla tastiera: “ǃxóõ” è “Taa” scritto in lingua originale.

La lingua Taa fa parte delle lingue khoisan ed è parlata tra Botswana e Namibia e ciò che rende complessa questa lingua è il suo ampio ventaglio di suoni (ne possiede oltre 200), tra cui si possono trovare i cosiddetti “click”.

In Taa, infatti, oltre l’80% delle parole presentano dei “click”, che possono essere di diverso tipo (5 in totale), e sono rappresentati da segni specifici come “!” (click dentale), “ʘ” (click bilabiale) o “ǁ” (click laterale). In questo video puoi sentire un parlante di ǃxóõ.

Oltre a tutto questo, il Taa è anche una lingua tonale, il che la rende ancora più complessa da imparare di quanto non sia già.

3. Georgiano (ქართული ენა)

Il georgiano ha uno degli alfabeti più belli al mondo, tanto che sembra uscito direttamente da un libro fantasy.

Tuttavia, se hai pensato di iniziare a studiarlo solo per la bellezza dell’alfabeto, dovresti sapere che la lingua georgiana presenta 33 lettere, suoni gutturali molto difficili da replicare, 7 casi grammaticali, ma soprattutto una struttura agglutinante della frase.

In altre parole, in georgiano puoi attaccare suffissi e prefissi alle parole in modo da dar loro un significato o una sfumatura precisa. Esempio pratico? Bene, il verbo “correre” è rappresentato dalla radice verbale “rb”. Come si dice “sto scappando”? “Mivrbivar”.

Ogni lettera all’interno di “mivrbivar” rappresenta una caratteristica grammaticale, e la cosa ancora più sorprendente, è che ognuna di quelle lettere può avere significato diverso in base al contesto!

4. Thailandese (ภาษาไทย)

La lingua thai è particolare in quanto presenta un alfabeto molto ampio caratterizzato da 44 consonanti, 18 vocali e ben 6 dittonghi.

Oltre a questo, il thailandese è una lingua tonale. Ciò significa che a seconda dell’intonazione che si dà alla voce, la parola pronunciata può cambiare drasticamente di significato.

Un’altro fattore che di certo non aiuta l’apprendimento è che il thai non fa uso di punteggiatura (tranne il punto alla fine della frase). Quindi, se deciderai di studiare questa lingua, dovrai essere pronto ad affrontare mammut di decine di parole che non saprai dove iniziano e dove finiscono a meno che tu non conosca già il loro significato.

Un esempio è la frase “สบายดีหรือครับ” (come stai?). Che tu ci creda o no, è composta da 4 parole: “S̄bāy dī h̄rụ̄x khrạb”.

5. Arabo (الْعَرَبيّة)

La lingua araba è considerata tra le più belle e affascinanti al mondo, ma è anche tra le lingue più difficili da studiare.

La pronuncia è difficile da perfezionare, si scrive da destra verso sinistra, presenta una grammatica ostica per qualunque studente, ma soprattutto presenta un tipo di scrittura particolare.

L’arabo ruota intorno all’uso delle radici che rappresentano concetti generali. Per fare un esempio pratico, la radice “k-t-b” rappresenta il concetto di “scrivere”, e l’aggiunta di vocali tra queste consonanti plasma parole come kutub (libro), kitaba (grafia), kataba (scrivere) e altre ancora.

Il problema principale è che nello scritto troverai solamente la radice, ma NON le vocali! Quindi se in un libro trovi scritta la radice “k-t-b” all’interno di una frase, non potrai sapere se leggerla “kutub”, “kitaba” o “kataba” a meno che tu non sappia il contesto di quella frase.

6. Cinese (汉语)

Il cinese non ha un alfabeto come lo intendiamo noi, ma ha un sistema di scrittura basato sui cosiddetti caratteri (anche conosciuti come “ideogrammi”).

I caratteri cinesi si dividono in tre principali categorie:

  • Pittogrammi: caratteri che rappresentano la parola.
  • Aggregati logici: fusione di due o più pittogrammi per rappresentare un concetto
  • Composti fonetici: caratteri specifici che servono a sottolineare caratteristiche semantiche e fonologiche della parola.

Nella lingua cinese potrai trovare oltre 80000 caratteri diversi (anche se molti di questi sono in disuso), ma per leggere e scrivere ad un buon livello ti basterà saperne qualche migliaio. Oltre a questo, il cinese presenta 4 toni.

7. Giapponese (日本語)

La difficoltà principale del giapponese non deriva solo dalla presenza dei suoi 3 sistemi di scrittura, ma in particolare da uno di questi: ovvero dai Kanji.

I Kanji sono i caratteri che il Giappone ha “preso in prestito” dal cinese. Il problema principale, è che non li ha presi proprio tutti, ma solo una parte. Per questo motivo, in giapponese ogni Kanji può essere letto in più di un modo, a seconda del contesto che questo ha all’interno della frase.

Poi, come accennato sopra, i kanji sono intervallati da altri simboli chiamati Hiragana (che si usano principalmente per le particelle grammaticali), e Katakana (utilizzati principalmente per scrivere parole straniere come “radio”).

8. Basco (euskara)

Il basco è lingua ufficiale nei paesi baschi, una regione al nord della Spagna, ma nonostante ciò è una lingua isolata. In altre parole, sembra non avere una connessione con tutte le altre lingue europee, pur essendo parlata da secoli all’interno del continente europeo.

Per questo motivo il basco è una lingua molto diversa rispetto all’italiano, al tedesco e a qualsiasi altra lingua europea.

Ciò la rende estremamente ostica da studiare perché non avrai alcun appiglio o struttura grammaticale famigliare che ti possa aiutare ad apprenderla.

Inoltre, il basco possiede un complesso sistema di 12 casi grammaticali.

9. Russo (русский язык)

Molti si lasciano spaventare dall’alfabeto cirillico, senza sapere che in realtà l’alfabeto russo è la parte più facile dell’apprendimento!

Il russo è molto difficile da imparare perché presenta un gran numero di parole rispetto ad altre lingue, 6 casi grammaticali, un grande numero di irregolarità a livello grammaticale e una pronuncia tutt’altro che scontata (come ad esempio la lettera “ы”).

Un altro fattore che rende il russo difficile da studiare, è che l’accento sulle parole non è mai fisso e non viene mostrato nella grafia. Quindi, in russo è anche complesso capire “come” leggere se non si sa dove cade l’accento in ogni parola.

10. Inuktitut (ᐃᓄᒃᑎᑐᑦ)

L’inuktitut è una delle lingue inuit più diffuse al mondo, ed è parlata principalmente nelle regioni a nord del Canada (e in groenlandia con la variante kalaallisut) dalle popolazioni Inuit.

L’alfabeto è molto particolare e sembra uscito direttamente da qualche popolazione aliena, ma non è questa la causa della sua difficoltà.

Imparare a parlare in inuktitut non è facile a causa della sua struttura polisintetica. Una lingua polisintetica, è, in breve, una lingua in grado di condensare lunghe frasi e concetti in un’unica parola.

Ad esempio, la parola “ttauq” significa “pescare”, ma è possibile aggiungere una serie di prefissi fino a creare parole come “Iqalliariaqtuqattalauqsimagaluarivungattauq” (notare “ttauq” in fondo) che significa “Sebbene io avessi anche l’abitudine di andare a pescare molto”.

11. Finlandese (suomi)

Il finlandese presenta una complessa struttura grammaticale con 15 casi. Oltre al nominativo, all’accusativo e agli altri casi che si possono trovare anche in altre lingue, in finlandese esistono casi più di nicchia come l’essivo, l’ablativo o l’allativo.

Inoltre, il finlandese è molto diverso rispetto ad altre lingue europee e non, e questo lo rende particolarmente ostico in quanto non ci sono punti di incontro con altre lingue che potresti già conoscere.

Tuttavia, non tutte le caratteristiche del finlandese sono ostiche all’approccio, anzi! Come lingua è piuttosto strutturata e presenta pochissime irregolarità grammaticali, inoltre la pronuncia non è per nulla complessa da perfezionare.

12. Ungherese (magyar)

L’ungherese è una lingua uralica, e come altre lingue della stessa famiglia, presenta una grammatica estremamente complessa.

La parte più difficile dell’ungherese, oltre alla pronuncia, una struttura grammaticale che presenta 18 casi.

La lingua ungherese, inoltre, presenta 14 vocali e un gran numero di parole specifiche per situazioni di diverso tipo.

13. Swahili (Kiswahili)

Lo swahili è una delle lingue più parlate in Africa, e la sua struttura è molto diversa rispetto a quella delle lingue a cui siamo abituati.

La parte difficile di imparare swahili sono le sue classi nominali. In pratica, in swahili si dividono i nomi in 8 classi diverse in base alle loro caratteristiche come ad esempio, gli esseri viventi, le piante, gli oggetti, i luoghi, e altri.

Sapere la categoria di ogni parola è importante, perché ognuna di queste cambia la maniera in cui si trattano i plurali e altre forme grammaticali presenti all’interno della frase. Infatti, in swahili, esiste un profondo sistema di prefissi e suffissi che aggiungono significati alla parola a cui si legano.

14. Islandese (íslenska)

Se non conosci il tedesco o altre lingue germaniche come il norvegese, l’islandese ti sembrerà un inferno.

A seguito del suo isolamento rispetto ad altri paesi, l’islandese ha trattenuto parte delle caratteristiche delle antiche lingue germaniche, tra cui anche la lettera “Þ” che è l’antenato del “th” in inglese.

La pronuncia non è delle più facili, presenta 4 casi, e presenta numerose irregolarità grammaticali.

15. Mongolo (ᠮᠣᠨᠭᠭᠣᠯ)

La caratteristica che rende difficile la lingua mongola, è la sua struttura agglutinante.

i verbi e i nomi in mongolo possono presentare numerosi suffissi che aggiungono significato al nome o al verbo stesso.

La struttura verbale è infatti estremamente complessa. Se in italiano le frasi possono avere una forma attiva e una forma passiva, in mongolo si possono avere fino a 5 forme diverse in base alla sfumatura che si vuole dare alla frase.

Il tutto è condito da diversi tempi, aspetti e voci verbali, insieme a un sistema di scrittura nativo (chiamato Hudum) e uno cirillico.

Inoltre, la Mongolia è un paese molto rurale, quindi il mongolo standard è basato sul dialetto parlato a Ulanbaatar (ovvero la capitale della Mongolia). Tuttavia, proprio per questo, la fonetica e il vocabolario possono variare di molto da villaggio a villaggio.