Home » Blog & Curiosità » Quali sono le lingue più difficili da imparare in Europa?

In Europa si parlano oltre 50 lingue, contando anche quelle delle minoranze.

Alcune di queste sono molto simili all’italiano, come lo spagnolo o il francese, mentre altre ancora si discostano molto dall’italiano.

Ma quindi, quali sono le lingue più difficili in Europa?

Per selezionare le 10 lingue più difficili, ho considerato diversi fattori, tra cui la famiglia linguistica, la grammatica e la pronuncia.

Secondo questi criteri, qui sotto puoi trovare una tabella che riporta una lista delle 10 le lingue europee più difficili:

LinguaNumero di parlantiLingua parlata
Euskera750’000Ascolta l’euskera
Ungherese12’600’000Ascolta l’ungherese
Finlandese5’700’000Ascolta il finlandese
Russo258’200’000Ascolta il russo
Islandese320’000Ascolta l’islandese
Polacco45’000’000Ascolta il polacco
Turco88’100’000Ascolta il turco
Bulgaro8’300’000Ascolta il bulgaro
Danese5’600’000Ascolta il danese
Tedesco134’600’000Ascolta il tedesco

1. Euskera

Nonostante il Basco sia una lingua parlata in Spagna (nella regione dei Paesi Baschi), si distingue per la sua totale indipendenza dalle altre lingue europee. Questa lingua isolata ha affascinato gli studiosi per secoli poiché non sembra avere alcuna connessione con le strutture linguistiche delle lingue europee.

Diversamente dall’italiano, dal tedesco e da molte altre lingue europee, non esistono punti di riferimento o similitudini grammaticali che possano agevolare l’apprendimento di questa lingua. Questa peculiarità rende lo studio del basco particolarmente arduo e impegnativo.

Un altro aspetto che rende il basco unico è il suo sistema di casi grammaticali composto da ben 12 forme differenti. Questa complessità aggiuntiva richiede un approfondimento e uno sforzo maggiore per padroneggiare la lingua in modo accurato.

2. Ungherese

L’ungherese, appartenente alla famiglia delle lingue uraliche, si distingue per la sua grammatica incredibilmente complessa, così come le altre lingue della stessa famiglia.

Tra le sfide principali dell’apprendimento dell’ungherese, oltre alla pronuncia, vi è la struttura grammaticale che conta ben 18 casi. Questo aspetto rende la lingua ungherese un vero e proprio labirinto da esplorare.

Inoltre, la lingua ungherese si caratterizza per le sue 14 vocali e un vasto repertorio di parole specifiche per diverse situazioni. Questo ricco vocabolario permette all’ungherese di descrivere in dettaglio e precisione una vasta gamma di contesti e concetti.

3. Finlandese

Il finlandese si distingue per la sua complessa struttura grammaticale, che include ben 15 casi. Oltre ai casi comuni come il nominativo e l’accusativo, il finlandese presenta anche casi più specifici e peculiari come l’essivo, l’ablativo e l’allativo, che possono essere considerati più di nicchia.

Inoltre, il finlandese si differenzia notevolmente dalle altre lingue europee e non. Questa differenza rende l’apprendimento del finlandese particolarmente impegnativo, poiché non esistono punti di convergenza o similitudini con altre lingue che potrebbero essere già conosciute.

Tuttavia, non tutte le caratteristiche del finlandese sono ostiche all’approccio, anzi! Come lingua, il finlandese è altamente strutturato e presenta pochissime irregolarità grammaticali. Inoltre, la pronuncia non rappresenta una grande difficoltà da padroneggiare.

4. Russo

Spesso, l’alfabeto cirillico può spaventare molti studenti, ma sorprendentemente l’alfabeto russo rappresenta la parte più semplice dell’apprendimento della lingua!

Il russo, tuttavia, è considerato una lingua molto impegnativa da imparare. Ciò è dovuto a diversi fattori, tra cui l’ampio vocabolario rispetto ad altre lingue, la presenza di sei casi grammaticali, un elevato numero di irregolarità grammaticali e una pronuncia tutt’altro che intuitiva, come ad esempio nella lettera “ы”.

Un altro aspetto che rende il russo un’impresa complessa è la mancanza di un accento fisso nelle parole e l’assenza di indicazioni grafiche in tal senso. Pertanto, risulta arduo comprendere come pronunciare correttamente le parole russe senza conoscere la posizione dell’accento all’interno di ciascuna parola.

5. Islandese

Se hai familiarità con il tedesco o altre lingue germaniche come il norvegese, ti renderai conto che l’islandese può sembrarti un vero inferno linguistico.

A causa del suo isolamento geografico, l’islandese ha mantenuto molte delle caratteristiche delle antiche lingue germaniche, inclusa la lettera “Þ”, che è l’antenata della “th” inglese.

La pronuncia dell’islandese non è tra le più semplici, presenta quattro casi grammaticali distinti e numerosi irregolarità nella sua struttura.

In sintesi, l’islandese rappresenta una sfida significativa per chiunque non sia familiare con il tedesco o altre lingue germaniche. Il suo isolamento e le radici nelle antiche lingue germaniche, insieme alla complessità della pronuncia, la presenza di quattro casi grammaticali e le numerose irregolarità, conferiscono all’islandese una natura particolarmente ardua per gli studenti che desiderano apprenderla.

6. Polacco

Il polacco è tra le lingue slave più parlate nel continente europeo, con oltre 45 milioni di parlanti madrelingua totali.

La lingua polacca è nota per presentare spesso cluster di consonanti che rendono la pronuncia per nulla intuitiva.

Oltre a questo, in polacco ci sono tre generi (maschile, femminile e neutro), singolari, plurali, e ben sette casi grammaticali.

Il polacco è molto complesso anche a livello verbale a causa della presenza di cinque modi, tre aspetti (perfettivo, imperfettivo, iterativo) e tre tempi.

7. Turco

Il turco una lingua agglutinante flessiva che fa parte della famiglia delle lingue turche.

Leggere in turco non è affatto difficile dato lo stretto rapporto tra grafemi e fonemi, ma tutto il resto della lingua rimane estremamente complesso.

Come ho accennato prima, infatti, il turco è una lingua agglutinante e flessiva, e ciò significa che si possono attaccare delle particelle all’inizio o alla fine della parola in modo da dare informazioni grammaticali all’interno della parola stessa.

In altri termini, in turco potrai formare parole molto lunghe al cui interno potrai trovare informazioni come il tempo, la persona, il numero o anche il modo.

8. Bulgaro

Il bulgaro è una lingua slava particolare, in quanto mischia le difficoltà delle lingue slave (le declinazioni e il gran numero di vocaboli), con quelle delle lingue europee (il gran numero di coniugazioni verbali).

Il lato “slavo” della lingua conserva ben 4 declinazioni, e l’accento dinamico della lingua. Infatti, se deciderai di imparare bulgaro noterai che l’accento sulle parole non cade mai in maniera prevedibile, ma al contrario potrà cadere in ogni sillaba (quindi dovrai sapere come pronunciare ogni singola parola).

Il lato “europeo” invece è dato appunto dai verbi, che al contrario di lingue slave come il russo, presentano diversi tempi verbali, modi, genere e numero.

9. Danese

Alcuni dicono scherzosamente che “se sai parlare norvegese con una patata in bocca, allora sai parlare anche in danese”.

Tutto sommato, non hanno tutti i torti perché il danese assomiglia moltissimo ad altre lingue germaniche come il norvegese. Tuttavia, la pronuncia risulta essere tra le più ostiche sia a livello fonetico, sia a livello di corrispondenza coi grafemi.

In altre parole, il danese presenta una complessità sia nella pronuncia che nella lettura, poiché la scrittura delle parole raramente rispecchia la loro pronuncia effettiva.

Poi, come accennato poco sopra, il danese è una lingua germanica. Quindi troverai una grammatica ostica con un sistema di declinazioni che devono essere concordate tra sostantivi, pronomi e aggettivi.

10. Tedesco

Sebbene il tedesco sia una lingua difficile, è anche una delle lingue più studiate in Italia in quanto è una tra le più richieste nel mercato del lavoro.

Il tedesco risulta difficile a causa della sua grammatica, tipica della famiglia delle lingue germaniche, che presenta un sistema di casi e declinazioni che vanno applicati a nomi, aggettivi e pronomi a seconda del loro ruolo nella frase.

Oltre a questo, il tedesco è una lingua che permette la creazione di parole composte. In altri termini, in tedesco potrai unire due o più parole insieme per formare una nuova parola (spesso anche piuttosto lunga). Questa caratteristica potrebbe confondere gli studenti meno esperti della lingua, in quanto potrebbero trovare difficile distinguere e separare tutte le diverse parti della parola.